Carola Mazot
Alberto DITRACI
Antonio CARBE'
Chiara GATTI
Dino VILLANI
Enzo DE MARTINO
Franco BINELLO
Franco FOSSSA
Franco LOI
Gabriella NIERO
Gianni DAZZIO
Gianni PRE
Giorgio PILLA
Giorgio SEVESO
Gioxe DE MICHELI
Giulio GASPAROTTI
Giuseppe PROSIO
Liana BORTOLON
Mafalda CORTINA
Maria Clara BOSELLO
Mario BORGESE
Mario DE MICHELI
Natale ZACCURI
Orfango CAMPIGLI
Paolo RIZZI
Pier Luigi VERRUA
Roberta AVALONE
Roberto MAIOGLIO
Tiziana CANITERO
Vera MENEGUZZO
Veronica MOLINARI

Veronica MOLINARI

Un prezioso lascito racconta l'arte di Carola Mazot
16-03-2018
Il giornale di Vicenza

Aprirà i battenti domani alle 18 alla Galleria Civica d 'Arte Moderna di Villa Valle a Valdagno la mostra dell'artista Carola Mazot col titolo "Un ritorno della poesia", visitabile fino al 31 marzo. Le opere sono frutto di un prezioso lascito che l'artista, attraverso la figlia Caterina Di Fidio, ha voluto fare alla città di Valdagno.

Nel catalogo della mostra Carola Mazot attraverso un suo scritto sintetizza la sua avventura d'artista: "Del resto tutta la nostra esistenza è un intreccio di combinazioni con questo filo che ci accompagna da dove veniamo a dove arriveremo".

Il suo stile è quello di un "espressionismo calmo e felpato", come lo definisce Giorgio Seveso, quello di una pittrice che " ama troppo il mistero, la forza che promana da ogni essere e da ogni oggetto, per perdersi nei particolari" (Franco Loi). "Così zoomate, così riassuntive e commosse, le sue tele sembrano realizzare l'unione armoniosa di tutte le arti", dice di lei Liana Bortolon ed è chiaro come la sua formazione ed esperienza personali incidano sul lungo e corposo catalogo delle opere prodotte.

Carola Mazot, nome darte di Carolina Marzotto, nasce a Valdagno nel dicembre del 1929. Veneta d'origine, milanese d'adozione, inizia a tredici anni la pittura con il nonno materno Vettore Zanetti Zilla, a sedici entra nello studio di Donato Frisia, a diciotto lo scultore Lorenzo Pepe la prepara ad entrare all'Accademia di Brera dove frequenterá un anno di disegno con Giacomo Manzù.

Trasferita a Venezia prosegue con la scultura, e così a Milano dove studia con Marino Marini. Tornata alla pittura si diploma nel '69 all'Accademia di Brera con Pompeo Borra. A Milano è scomparsa nel maggio 2016. Le sue esposizioni hanno fatto il giro del mondo, da Milano a Verona e Venezia ma anche Parigi, Vienna, Varsavia, New York e San Francisco.