Carola Mazot
Alberto DITRACI
Antonio CARBE'
Chiara GATTI
Dino VILLANI
Enzo DE MARTINO
Franco BINELLO
Franco FOSSSA
Franco LOI
Gabriella NIERO
Gianni DAZZIO
Gianni PRE
Giorgio PILLA
Giorgio SEVESO
Gioxe DE MICHELI
Giulio GASPAROTTI
Giuseppe PROSIO
Liana BORTOLON
Mafalda CORTINA
Maria Clara BOSELLO
Mario BORGESE
Mario DE MICHELI
Natale ZACCURI
Orfango CAMPIGLI
Paolo RIZZI
Pier Luigi VERRUA
Roberta AVALONE
Roberto MAIOGLIO
Tiziana CANITERO
Vera MENEGUZZO
Veronica MOLINARI

Maria Clara BOSELLO

Pietà Gialla di San Luca
02-2020

È nella lucida trasparenza del vespro che Giovanni Bellini, nella Pietà di Brera (tempera su tavola, 1465-70), immerge l’abbraccio nitidissimo di Maria al Figlio esanime, illuminato, scultoreo e inciso dal dolore. Lo stesso dolore, per quanto diverso, ha patito anche Maria, i cui occhi gonfi di pianto cercano da vicino un contatto con quelli ormai chiusi di Cristo. La mano rosea di lei cerca di fare lo stesso, brandendo l’altra livida e piagata, alzandola, quasi a volerla rianimare. La bocca di madre socchiusa, come la Sua, sembra sussurrare, quasi a volergli soffiare un respiro si vita.

E Carola Mazot, nella sua Pietà Gialla di San Luca (olio su tela, 2002) rende fluida e liquida quella luce quasi volesse impastare, rendere palpabile e sensibile quel legame.  Insiste sugli occhi, traccia le bocche sulla stessa linea, marca il naso di Gesù ma sfuma il contorno dei due volti, che si fondono. Il gesto pittorico trascorre rapido, scuro, sulla diagonale quasi accarezzando l’immagine; uniche a non seguire quel movimento sono le spine, aguzze che pungono il capo di Cristo e l’occhio dell’osservatore. La mano di Maria quasi si fa trasparente (più marcata invece nelle altre Pietà) forse a lasciare più spazio ai volti o forse a significare il gesto, potente ma in fondo così delicato, della madre. È una luce calda, gialla che impasta, che inonda, che coinvolge e si irradia dai due volti alla tela, dalla tela alla cornice e dalla cornice a chi oggi guarda, a chi oggi sente la Pietà Gialla.

Carola Mazot dice: “C’è un mistero, qualcosa di indefinito che arriva dipingendo. Da dove viene non so.”

Un mistero che nella Pietà Gialla, sensibilmente, si percepisce.